07 Apr Brevetti – I nuovi parametri per misurare il valore del futuro

La capacità di immaginare (e registrare) soluzioni avveniristiche è un parametro utile a misurare la salute creativa del paese. E l’Italia non se la passa affatto male, considerando i dati diffusi dal registro europeo dei brevetti che nel 2016 vede l’innovazione made in Italy arrivare seconda tra tutti i paesi dell’Unione.

Per un totale nel mondo di oltre 150.000 domande di registrazione di brevetti, poco meno del tre percento proviene dall’Italia. Sembra una piccola quota ma in realtà non è un numero da poco, considerando che la competizione include colossi (sia in termini di popolazione sia di impatto economico) come gli Stati Uniti, primi in graduatoria con il venticinque per cento delle invenzioni protocollate, seguiti dalla Germania con il sedici per cento e dal Giappone con il suo tredici per cento.

Dalle statistiche il nostro paese esce vincente: decimo in assoluto e secondo in Europa. Un risultato soddisfacente che ci vede in crescita rispetto al 2015 con un incremento del 4,5 per cento per 4166 brevetti inoltrati all’Epo, lo European Patent Office con sede a Monaco di Baviera, rispetto ai “soli” 3986 del 2015. Una avventura in ascesa costante, calcolando che il trend è in salita già dal 2014, anno che segnò il primo esito incoraggiante con un più nove per cento, in contrasto con un periodo nero durato quattro anni a partire dal 2011 in cui l’Italia in crisi annaspava e perdeva posizioni.

Il miglioramento è evidente ma non per il Sud. Se la tendenza nazionale è promettente, il contributo del Mezzogiorno è ancora basso. A guidare l’impennata è la Lombardia con Milano a più voci ormai definita capitale indiscussa dell’innovazione con il 34,5 per cento del totale delle invenzioni accreditate, prima di Emilia Romagna (16 per cento) e Veneto (13 per cento). Ultima, la Basilicata con una sola richiesta di brevetto nell’intero arco del 2016. I settori più fertili? L’industria automobilistica, i macchinari speciali, la movimentazione, la tecnologia medica e informatica.