30 Lug Giffoni Innovation Hub e il Crowdfunding protagonisti della cultura dal basso

251 – 8 – 15: questi tre numeri sono simbolo di successo, rappresentano i primi sette mesi di attività di Giffoni Innovation Hub attraverso il crowdfunding di DeRev. Può sembrare presuntuoso definirli un “successo”, all’interno di un sistema come quello di Giffoni Experience, che frantuma annualmente i suoi record, eppure, per quanto piccoli, sono ragione di entusiasmo per chi, come Giffoni Innovation Hub, sta investendo nella cultura dal basso.La cultura dal basso esistite da sempre, ma si rinnova costantemente. La sua manifestazione avviene ciclicamente, in antitesi alla cultura sistemica, che oggi vogliamo identificare con l’industria creativa, dopo che questa ha cessato di essere virtuosa.

Oggi l’avvento del digitale e la repentina crescita della tecnologia informatica stanno rendendo gli strumenti di produzione accessibili alla massa e internet è la piattaforma ideale dove far crescere il proprio progetto; nascono anche nuovi ecosistemi economici, come il crowdfunding, per reperire le finanze necessarie alla realizzazione.

Questi fattori, uniti alla crisi economica, hanno portato ad uno scombussolamento della cultura di sistema, rendendola molto più flessibile e accessibile. Qui entrano in gioco i “protagonisti” della cultura dal basso, che con le loro innovazioni nei processi e nei ruoli rinnovano il sistema.

Oggi il gruppo di lavoro e l’originalità del progetto possono finalmente tornare a fare la differenza e il momento storico vuole che siano proprio i giovani ad essere i più capaci a saper utilizzare questo sistema. Lo scopo di Giffoni Innovation Hub è captare questa nicchia ed incubarla attraverso il proprio percorso di accelerazione.

Abbiamo scelto i progetti per la loro originalità, senza leggere i curriculum dei team ma valutando le loro capacità produttive e di management, oltre alla sostenibilità del progetto e alle sue possibilità commerciali.
Insieme abbiamo scoperto i punti di forza e di debolezza del progetto, incentivando i team a dare il loro meglio. Questi team di lavoro hanno affrontato una campagna di foundrasing, dove la pubblicità “fa da padrona”, pre-venendo il loro progetto, supportati dal team dell’HUB in un percorso di formazione sui crismi fondamentali del web-marketing.

Il successo di Giffoni Innovation Hub è questo: aver individuato un profilo – l’artista/imprenditore – , aver scommesso su progetti che hanno dimostrato di avere qualità e possibilità commerciali, ma soprattutto su team che con passione e dedizione, stanno muovendo i loro primi passi nel mercato della creatività.
Su 251 progetti pervenuti dalla prima call, ne abbiamo accelerati 8 e 15 sono pronti a partire con la loro campagna di crowdfunding. Questi numeri sono per noi entusiasmanti perché sono dati che ci consigliano e invogliano ad investire sui giovani. Queste le ragioni: non sono pochi, non sono mal organizzati, sono in controtendenza, si lasciano consigliare tenendo vigile l’istinto, hanno idee, capacità, voglia di emergere, senza paura di sbagliare in un mondo, un mercato che si sta ricostruendo.

L’obbiettivo di Giffoni Innovation Hub è di porsi come Stargate per tutti i creativi, innovatori e imprenditori verso i nuovi mercati che il digitale e l’innovazione stanno aprendo. Il Team dell’Hub, mettendo a disposizione le competenze  e il network che da anni si distinguono all’interno dell’industria creativa, ha dimostrato proprio a questo network la qualità dei progetti accelerati. E molti hanno iniziato a prendere in considerazione ciò che prima era invece considerato un limbo.
La presenza del Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio durante il “Cultural Crowdfunding day” ha sottolineato come grazie a Giffoni la cultura dal basso stia iniziando ad avere il suo legittimo peso all’interno dell’industria creativa, anche qui in Italia, e di quanto sia necessario porre la giusta attenzione sui suoi giovani protagonisti.

Per l’Hub, le idee e i progetti artistici e culturali sono come delle start-up che, come ha sottolineato Michele Fasano Vicepresidente di AGPCI, “non sono mai furbe, l’arte non si può vendere se dietro non c’è qualità e sentimento”.

La giornata del 21 Luglio è stata la fine di un percorso e l’inizio di un altro; Giffoni Innovation Hub sta potenziando la sua rete affinché diventi un osservatorio più acuto e capace di far crescere le idee di questa nuova classe imprenditoriale, i nativi digitali.

Da settembre lanceremo le nuove Call “WhatsHub” per progetti artistici e start-up culturali con molte novità volte ad incentivare l’imprenditorialità, per alimentare questo giovane sistema virtuoso che intende porre la sua soluzione al gap tra cultura e impresa… un altro eccentrico paradosso italiano.

Cristian Patané