18 Gen Non è un paese per vecchi!

Che lo abbiate appreso dalle pagine di Cormac McCarthy o dalla pellicola dei fratelli Coen, sappiate che si tratta di un monito che si sta trasponendo in realtà non solo su scala nazionale, ma nel contesto internazionale. Basta pensare che gli attuali equilibri geopolitici dipendono parzialmente da agguerriti millennial, primo fra tutti il Comandante Supremo Kim Jong-un, seguito dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz, dalla leader femminile più giovane del mondo , la neozelandese Jacinda Ardern, dal Presidente della Repubblica francese Macron, dal Primo Ministro canadese Justin Trudeau, dal Primo Ministro irlandese Leo Varadkar, dal Primo Ministro ucraino Volodymyr Groysman, dal Primo Ministro Estone Jüri Ratas, dal Presidente del Supremo Consiglio Politico dello Yemen  Saleh Ali al-Sammad, dal re del Bhutan Jigme Khesar Namgyel Wangchuck , dall’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani e, last but not least, dal principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammad Bin Salman.

Discutiamo di un quadro ben lontano dai pericoli paventati da Draghi in un discorso al Parlamento Portoghese dell’aprile 2016 di incorrere in una lost generation, e non così rassomigliante a quello che emerge da un’accorata lettera di Niklas Goeke su Medium. Il nostro presente è segnato dalla rivalsa dei millennial, tutt’altro che choosy.

Nonostante la generazione Y sia profondamente ancorata alla società dell’incertezza coniata da Bauman, in preda a pressanti e tormentati problemi d’identità, che comportano una completa riluttanza a stabilità e durata, la capacità dei millennial di destreggiarsi e reagire all’indefinito è in grado di tradursi in esempi molto positivi intrisi di pragmatismo, lungimiranza e saggezza.

Esattamente lo scorso anno leggevamo con orgoglio la lista dei 300 giovani leader under 30 stilata da The Forbes, in cui, nonostante Francia e Gran Bretagna fossero in maggioranza rappresentate, l’Italia riusciva a guadagnare una posizione di tutto rispetto grazie a personaggi (ne menzioniamo solo alcuni) quali Guglielmo Castelli, 28 anni, artista; Chiara Ferragni, 28, fashion blogger; Simone Colombo (27) e Matteo Meraldi (27), disegnatori di pezzi d’arredamento realizzati con stampanti 3D; il calciatore Sebastian Giovinco (28); l’esperto di tematiche energetiche Andrea Bonzanni (29); Marco Morini (27), fondatore di Sbskin, compagnia che progetta “edifici solari”; il ricercatore Claudio Guarnieri (28), che si occupa di tecnologie e sicurezza; Stefania Boroli (29), la fondatrice di”Idea Taste of Italy”, focalizzato sugli alimentari; Dario Galbiati Alborghetti (27), che con il suo Food Labs aiuta le start-up “alimentari”; il ricercatore Matteo Lostaglio (27); Jacopo Mele (22), fondatore della onlus Homo Ex Machina che si occupa di ambiente; e tanti altri.

E nel 2017? Ci ha pensato l’AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), segnalandoci le 19 giovani menti più brillanti, tra cui citiamo Davide Dattoli, 27 anni, fondatore e amministratore di Talent Garden, la più grande rete europea di coworking, Marco De Rossi, 27 anni, fondatore di due piattaforme digitali per la scuola (Oilproject e WeSchool), Lucrezia Bisignani, 24 anni, fondatrice di Kukua, app per sconfiggere l’analfabetismo nei Paesi emergenti, Mattia Barbarossa, 16 anni, vincitore della gara di progetti spaziali di Google, Lorenza Anselmi, 29 anni, storyteller, Enrico Scianaro, 30 anni, fondatore e amministratore della piattaforma Woosnap per fotografi e videomaker, Matteo Troìa, 22 anni, ricercatore di Intelligenza Artificiale, Big Data e Bioinformatica.

Ribadiamo in questo contesto i risultati estremamente positivi estrapolati dall’analisi dei BIG DATA raccolti da Giffoni Innovation Hub lo scorso anno su un campione di 1836 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 22 anni, dai quali emerge un profilo dinamico, hi-tech, creativo, proattivo, saldo negli affetti, trend-setter, intraprendente in quanto abbandona la vecchia ambizione del lavoro dipendente anelando la libera professione ma senza disdegnare l’importanza cruciale della formazione scolastica.

La creative agency è fiera di divulgare in questi giorni il successo di tre personalità che hanno lavorato con perseveranza e dedizione all’interno del Dream Team, il format internazionale di Giffoni Hub che riunisce i migliori talenti nel campo dell’innovazione digitale seguendoli in un percorso di entrepreneurship e di creatività, affiancati dai migliori esempi innovativi del panorama italiano:

Valentino Magliaro, 25 anni, ambassadeur presso TED, responsabile pubbliche relazioni presso il gruppo editoriale Spaggiari, nominato Civic Leader della Obama Foundation e incluso nella lista AGI dei 19 italiani del 2017.

Roberto Pontecorvo, 27 anni, europrogettista, promotore del progetto “Agenda Praiano” mirato alla valorizzazione del territorio, nominato personalmente da Obama Civic Leader della Obama Foundation;

Andrea Giarrizzo, 24 anni, Founder & CEO di Startup Super School, nominato per il 2017 “Italiano dell’Anno” dall’AGI e “Uomo dell’Anno” per la sezione “imprenditorialità giovanile” dalla città di Piazza Armerina.

La nouvelle vague dei millennial non si ferma qui: l’età anagrafica degli imprenditori si è sensibilmente ridotta, così da registrare copiosi esempi di teenager – qui parliamo di generazione Z – a capo di startup di tutto rispetto (pensiamo al talento nostrano Cesare Cacitti che a 13 anni ha costruito la sua prima stampante 3D per poi passare alla produzione su scala, e come non menzionare, tra gli altri, il millennial Zuckerberg e l’ideatrice 14enne di MySpace Ashley Qalls?). Già nel 2016 i dati sul territorio nazionale rivelavano che un posto di lavoro su 20 è creato da un imprenditore con meno di 34 anni, fenomeno in grado di creare 845mila occupati, caratterizzato da un positivo fermento al Sud. Inoltre, non va ignorata la rivalsa in atto delle donne della generazione Z, pronte a colmare il gender gap nel settore tech: nei prossimi dieci anni si prevede copriranno numerose posizioni nei settori della tecnologia e dell’ingegneria. Giffoni Innovation Hub, in qualità di agency sempre attenta alle tendenze ed alle esigenze young, dal 2015 stimola e potenzia l’entrepreneurship giovanile, attraverso il format nazionale “A scuola di startup” diretto a ragazzi delle scuole secondarie, in collaborazione con DPixel ed AuLab.

L’entrpreneurship giovanile – ha dichiarato Luca Tesauro, Founder & CEO di GIH – ha tutto il potenziale per rilanciare l’economia al Sud. Giffoni ha sempre creduto ed investito con fiducia nella sconfinata inventiva, creatività e pragmatismo dei giovani, che posseggono tutte le carte in regola per ribaltare con successo il trend negativo di brain drain. Insieme, grazie anche alle nuove progettualità dell’agency in linea con gli obiettivi europei dettati dalla Digital Skills and Jobs Coalition, riusciremo a rovesciare la tendenza, grazie al digitale – ambito in cui le opportunità lavorative si moltiplicano sensibilmente –  convogliando le energie in una nuova ondata innovativa tutta campana”.