18 Nov Quando il “gioco si fa serio”, il futuro inizia a camminare sotto il marchio Giffoni

Spiegare l’innovazione ad un bambino, con concetti semplici. A muoversi secondo questa direttrice è Giffoni Innovation Hub, con un insieme di attività pensate una ad una che parlano di idee e di nuovi linguaggi.

Spiegare l’innovazione ad un bambino, con concetti semplici, dimenticando i fronzoli, coinvolgendolo in attività e laboratori pratici. Perché, si sa, chi vuole coltivare futuro non aspetta, lo fa così come lo hanno fatto altri in epoche in cui la speranza di cambiare era ancora più flebile di oggi. A muoversi secondo questa direttrice è Giffoni Innovation Hub, con un insieme di attività pensate una ad una che parlano di idee e di nuovi linguaggi in modo non solo accessibile, ma anche pratico, reale, divertente.

Inizia così l’evento Giffoni Shqiperia, dove dal 17 novembre, oltre 1000 ragazzi hanno voluto celebrare nella capitale albanese, Tirana, il decennale di un festival itinerante che vedrà protagoniste nei prossimi giorni anche Durazzo, Scutari, Korka, Berat e Valona. La rassegna è prodotta da Giffoni Experience con il contributo del Ministero dei Beni Culturali e, per la prima volta, vede affiancarsi al consolidato amore per il cinema, gli asset della digital education promossi dal GIH.

Centinaia i giovani, tra i 13 e i 18 anni, che hanno partecipato, in qualità di giurati, alla giornata inaugurale dell’evento. Ad accompagnare il tradizionale taglio del nastro – esportando oltre i confini nazionali, sotto il marchio Giffoni, il valore dato ai nuovi linguaggi – l’Innovation Hub a cui è andato il compito di organizzare laboratori didattici per le scuole none, decime, undicesime e dodicesime di Tirana. Responsabile delle master lesson è stata Mangatar, l’azienda leader campana nel settore dei videogames. Al centro del programma una serie di workshop teorici, dedicati al mondo dei videogames e dei new games, con approfondimenti e riflessioni sull’importanza delle tecnologie nella vita delle giovani generazioni. Non solo teoria, ma anche pratica: gli studenti, infatti, sono stati guidati «dietro le quinte» del mondo che, fino ad oggi, hanno sempre visto solo attraverso una console. La sfida è stata quella di trasformarli da fruitori ad ideatori, coinvolgendoli in attività pratiche come la scrittura e stesura di un soggetto di videogame e la realizzazione di un prototipo. Tanti i temi presi in esame, tra questi: storia dei videogames, sviluppo di un progetto, possibilità e opportunità di carriera nel settore, storia dell’animazione.

È difficile rimanere fermi dopo aver partecipato a queste attività – racconta Adam, 15 anni di Tirana – il primo istinto è quello di rileggere il mondo che si muove intorno con nuove lenti, mettendo a fuoco, finalmente, che anche una passione come quella dei videogames può diventare un lavoro”. Non manca nulla a questa frase che riassume un concetto base dei nostri giorni: con creatività, lavoro e caparbietà il cambiamento è possibile. Tutto sta nel soggetto: chi è che inventa? Un creativo, un visionario, uno che non ha paura di sbagliare, perché l’errore è il carburante dell’innovazione. È uno che studia, perché la meritocrazia è innata nel mondo digitale e dell’innovazione. Vince chi è più bravo. Ed è uno che non chiede permesso né si dispera, ma che se gli chiedi cosa significhi per lui innovazione ti risponde: “è quando inventiamo qualcosa di nuovo che cambia in meglio la vita delle persone”, come ha fatto Elizabeta, 14 anni, anche lei coinvolta nelle master lesson di gaming.

L’innovatore seriale, è uno che lavora in rete, insieme ad altri, aiuta e si fa aiutare nel risolvere i propri e gli altrui problemi. Perché gli “altrui” sono anche i suoi e, in definitiva, quelli di tutti. Dal garage si apre al mondo, pur restando spesso nel garage, con la consapevolezza che l’unico futuro possibile è quello costruito con il contributo e l’esperienza di tutti, come ha provato a fare il GIH portando il suo contributo al Giffoni Shqiperia.

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