20 Apr Recanati Experience – Credere nelle proprie idee perché il futuro esiste

Insegnare significa spiegare ai più giovani che esiste un futuro. E se non lo capiscono, spiegarglielo di nuovo, in modo pratico, visivo, senza fronzoli o paroloni, ma mostrandoglielo con chiarezza. Il Recanati Experience ha fatto questo: ha stimolato i giovani a credere in qualcosa, in un’idea, un progetto, un’intuizione, nella capacità di costruire i propri sentieri oggi perché il terreno del domani è incerto e il futuro ha l’abitudine di cadere nel vuoto.

Per tre giorni i monitor del laboratorio dell’ITISEnrico Mattei” si sono accesi, centinaia di bambini hanno preso posto in silenzio, incuriositi ma allo stesso tempo attenti e pronti ad immergersi nei laboratori di CoderDojo, ovvero un un modo per divertirsi con il “codice” e apprendere come sviluppare giochi, app o piccoli siti web. Tutor dei bambini sono stati docenti e maturandi dell’istituto che, grazie al tinkering, una metodologia di educazione informale, hanno sperimento in modo alternativo la scienza, la tecnologia, l’ingegneria, l’arte e la matematica.

Emozionante è stato scoprire come la fantasia degli studenti delle scuole medie abbia condotto Giacomo Leopardi in mille avventure. Tra le aule del Campus “L’Infinito”, accompagnati da Andrea Postiglione, CEO & Founder di Mangatar, i ragazzi hanno scoperto il mondo che si cela dentro una console. Scrittura e stesura di un soggetto di videogame, rappresentazione dei character design, individuazione dell’ambientazione: sono stati i punti fondamentali del laboratorio interattivo proposto ai ragazzi. Ecco che Leopardi, deposto pennino e calamaio, viene catapultato nel Giappone del 1600 con lo scopo di aiutare la popolazione nella battaglia per la libertà e la difesa dei diritti. In “The Last Tempest”, invece, il poeta viene rapito da un’oscura entità che lo imprigiona, ibernandolo per più di mille anni. È il 2800 quando Leopardi viene finalmente riportato a Recanati, ma niente è più lo stesso. Ma c’è anche chi identifica Leopardi in un eroe romantico pronto a scagliarsi in difesa della sua amata Silvia, torturata da una madre egoista e crudele.

Ragazzi, non basta l’idea originale. Perché qui non si tratta di vincere premi, ma di reggere sul mercato”. Eccolo il primo consiglio che Davide Neve di auLab e Lisa Di Sevo di dPixel hanno rivolto agli studenti delle scuole superiori, impegnati a confrontarsi con la difficoltà del fare impresa, partendo da una semplice ispirazione e trasformandola in qualcosa di strutturato, funzionale ed innovativo. Applicazioni che fungono da guida al territorio; sistemi operativi di ultima generazione, in perfetto stile “Her”, che rispondo ad ogni esigenza con facili comandi vocali; passando per software in grado di controllare tutte le funzioni della casa, dall’allarme al risparmio energetico; fino al riutilizzo del caffè esausto come risorsa energetica alternativa: queste alcune delle intuizioni dei giovani. A trionfare è stato Massimiliano Piccinini, solo 14 anni, con il suo sistema operativo a controllo vocale. La startup sarà presentata, in occasione della 45esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 17 al 26 luglio, ad una platea di investitori e business angels italiani ed internazionali.

Quella dei Digital Days è stata una scommessa, un modo per mandare in soffitta la convinzione che per fare innovazione sia necessario mettere idee e progetti in valigia ed emigrare. Per fare innovazione serve talento, per trasformare quelle intuizioni in business bisogna incontrare il mercato, per allenare l’inventiva, invece, è necessario cominciare sin da piccoli, tra i banchi di scuola. Questo quello che in soli tre giorni ha fatto Giffoni Experience, in collaborazione con Giffoni Innovation Hub, e che presto proporrà ad altre città italiane, nella ferma convinzione che il cambiamento non va atteso ma creato e dominato grazie ad una profonda conoscenza degli strumenti digitali.