17 Feb I numeri sulle Startup e PMI innovative – Il Ministero dello Sviluppo economico fa il punto sul 2016

Startup e PMI innovative, il Ministero dello Sviluppo economico fa il punto sul 2016 con una relazione che fornisce dati, tendenzialmente positivi, sull’andamento reale delle nuove imprenditorialità in Italia. C’è tanto da fare ma guardando il trend annuale delle iscrizioni nella sezione speciale del Registro delle Imprese, salta subito agli occhi un risultato incoraggiante: dalle 2630 startup innovative del 2014 si è passati a oltre il doppio, 6363. Conferme dell’assoluto dinamismo dei settori in cui Giffoni Innovation Hub investe sin dalla fondazione, non ultima la sempre più capillare diffusione delle competenze – basilari e avanzate – per dare corpo a un’idea imprenditoriale.

L’Italia diventa più esperta, abile. E, soprattutto, più incline a rischiare, lanciandosi in sfide innovative: un aumento in due anni del 160 per cento delle startup non è, infatti, un progresso trascurabile. In particolare, considerando un altro fattore cruciale su cui la politica di GIH capitalizza: l’innovazione crea occupazione e continuerà a farlo. La relazione non smentisce, il numero di personale reclutato cresce esponenzialmente: da 2607 a oltre 9 mila. Tra soci e dipendenti le persone impiegate nelle startup innovative complessivamente raggiungono quota 32 mila, oltre 10 mila in più rispetto all’anno precedente, un salto del 47,5 per cento. Con una media di 187,8 nuove startup innovative iscritte al mese dal 2014 al 2016.

E non si tratta di avventure destinate a fallire ai primi giri di boa. È indiscutibile, molte startup si arenano per lunghe parentesi su fasi delicate come quelle della ricerca e della prototipazione, prendendo tempo prima di accedere al mercato e rendendo più controversa la valutazione degli esiti effettivi della commercializzazione di prodotti e servizi. Ma le percentuali del MISE suonano ugualmente promettenti: le imprese avviate nel 2015 che hanno confermato la propria iscrizione nell’anno successivo toccano il 93,6 per cento del totale. E non solo.

Tutte le aree dell’Italia registrano un bilancio positivo tra entrate e uscite. Esiti che spingono a proseguire nell’incentivazione delle imprese giovanili, ovunque ma soprattutto al Sud che rimane lievemente più indietro. Il tasso di crescita delle startup nelle regioni del Nord-est è al 17,1 per cento e nel Mezzogiorno al 16,6. Poca distanza ma distribuzione e incidenza geografica parlano di un Meridione – stando ai risultati al 30 giugno 2016 – che ospita il 22,9 per cento delle startup innovative del paese e di un Centro fermo al 21,9. Con il nord che detiene il 55,2 per cento e il primato in mano alla Lombardia. L’analisi della dinamica delle iscrizioni nei registri camerali svela però una timida e progressiva crescita nelle regioni del Sud, Campania (6,2 per cento), Sicilia (4,6 per cento).  Milano è la provincia che accoglie il maggior numero di imprese (875), il 14 per cento del totale, Napoli (190) il 3,2 per cento, quarta in classifica dopo Roma e Torino.

Non è del tutto una sorpresa per Giffoni Innovation Hub un altro dato decisamente interessante: il tasso di crescita delle startup risulta più elevato della media in quei settori settori che sono oggetto di un numero di iscrizioni inferiore, come agricoltura e turismo, imprescindibili punti di forza dell’Italia del Sud, che registrano un incremento del 140,9 per cento con sole 53 imprese in totale.

Nonostante i traguardi confortanti, anche l’universo startup riflette alcune carenze del Paese: i founder sono rigorosamente di sesso maschile e le donne ancora poche: almeno una è presente nel 44,3 per cento del totale delle startup, meno in ogni caso delle società di capitali dove la presenza femminile è al 49,8 per cento, dove però la prevalenza giovanile – quella degli under 35 – è nettamente inferiore: il 6,7 per cento contro il 22,3 per cento del totale per un età media degli startupper fissata a 34,6 anni. Fotografia che riflette esattamente i parametri di Giffoni Innovation Hub, anche per le “quote rosa”, dove proveremo a fare di più.

 

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