14 Lug Giffoni Innovation Hub: lavorare senza confini, in tutto il mondo

Il futuro di Giffoni passa per i contenuti, uno scenario in estensione che dai film si allargherà ai videogame, alla musica, al mobile e all’educazione. E scommette sulle relazioni internazionali, sull’idea di una multimedia “university” valley che amplierà costantemente la rete di partnership tra le università del mondo e punterà alla formazione dei ragazzi, sì, ma anche alla realizzazione di prodotti e opportunità tangibili, oltre l’evento-festival. Una academy aperta alle contaminazioni che sia glocal e global allo stesso tempo: più che una location uno spazio senza confini che in Giffoni identificherà il punto necessario di una mappa attraverso l’Europa e i continenti.

El Tarabishy, docente della George Washington University

Visioni dalla prima round table promossa da Giffoni Innovation Hub e dedicata alle nuove frontiere delle industrie creative e culturali, in particolare, ad “una” industry in continua trasformazione, quell’idea tracciata da Claudio Gubitosi 47 anni fa, oggi evoluta in un sistema che non smette di crescere. E che nell’innovazione intravede un settore che intercetta i bisogni crescenti dei ragazzi, sia formativi sia occupazionali. Verso il cinema e oltre, sembra essere un possibile orientamento, parafrasando una battuta di un celebre film d’animazione. A moderare Roberto Parente, docente di management e innovation systems dell’Unisa, che con il collega Ayman El Tarabishy, docente della School of Business della George Washington University e direttore esecutivo dell’International Council of Small Business, presenta in apertura il progetto Giffoni Business Case e tira le fila di un dibattito vivacissimo. Partecipano, Luca Iandoli, presidente Icbs, Thierry Baujard, CEO della rete di investitori Media Deals e fondatore di Peacefulfish, Lars Mattiasson, co-founder of the CCI incubator The Creative Plot, Per Persson, chairman of the committee and director of the department of innovation and economic development Future by Lund, Roberto Pontecorvo,  tutor del Dream Team 2017 di Next Generation.

Il dibattito con i ragazzi del Dream Team

Contano le idee più che le fredde tecnologie, se non hai buone storie, nessuno si interessa a te – spiega Bajuard che a più riprese sottolinea come “per Giffoni la sfida sia sicuramente allargare l’offerta: dai film a tutte le aree dell’industria creativa, la musica, i big datastrategici per intercettare i gusti dei ragazzi – ma soprattutto i videogame, settore dove c’è un grande gap e una massiccia richiesta dei giovani”. E chiarisce “oggi location e brand passano in secondo piano, i finanziatori si incentivano attraverso le agevolazioni fiscali e le esperienze dirette”. Con un consiglio che arriva da Iandoli: “Non aspettare i politici o la comunità locale, i finanziamenti pubblici sono una ottima partenza ma Giffoni deve trovare i partner all’esterno, incentivare l’attenzione dei privati”. Mentre El Tarabishy commenta “Giffoni sfrutta il cinque per cento del suo potenziale. Musica, design, food, arte sono i punti di forza dell’Italia e anche di Giffoni che però ha una marcia in più: il suo target sono i giovani, innovatori per eccellenza. E il loro potere è quello delle persone che si raccolgono, insieme per fruire dei contenuti e produrne. Per questo la Multimedia Valley deve trasformarsi in una rete tra le università, una “Multimedia University Valley”.

Luca Tesauro, Founder e Ceo Giffoni Innovation Hub

D’accordo Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub che aggiunge: “Giffoni è una opportunità. Un brand unico ed inimitabile che guarda alla parte più importante dell’innovazione: le relazioni umane, i sogni e la voglia di mettersi in gioco e rischiare”. Condivisione delle idee, scambio tra innovatori, è la formula che muove gli investimenti nel mondo degli svedesi The Creative Plot e Future by Lund, come precisa Persson: “Costruire una tradizione di innovazione richiede molto tempo e tantissime collaborazioni, immagino che torneremo qui tra dieci anni e ci ricorderemo dei ragazzi del Dream Team, probabilmente qualcuno sarà diventato già una star. Se per il successo è fondamentale concentrarsi sin dall’inizio sugli obiettivi, noi, insieme, sappiamo dove andare con una raccomandazione: lavorare senza confini, in tutto il mondo”.