Recanati Experience Day 2 – C’era una volta un flauto, una diamonica e un synth

L’ora “buca”. Per capirci, ai tempi, si trattava di un’ora occasionalmente vuota, per l’assenza di un insegnante o per un inconveniente logistico. È così che viene considerato, spesso, lo spazio concesso tra i banchi di scuola alla musica. Sessanta minuti di flauto o – quando va bene – diamonica, con note sempre uguali e spartiti che vengono tramandati di padre in figlio (perchè tanto più di “We wish you a merry Christmas” che puoi avere il tempo di insegnare?).

Eppure esiste un mondo che si muove veloce, fatto di tradizione e nuove tecnologie che, nel secondo giorno di “Recanati Experience – Digital Days”, Giffoni Hub ha provato a raccontare. Mentre procedono le attività di mapping della città di Recanati per le scuole primarie ed i più grandi continuano nello sviluppo di piani d’impresa con i mentor di AuLab e DPixel, i Digital Music Labs sono stati il mezzo per comprendere l’intrigante universo della musica elettronica, attraverso il suo strumento simbolo: il sintetizzatore.

Una open lesson che ha coinvolto allievi ed insegnanti, lasciando in entrambi la stessa curiosità grazie all’utilizzo di immagini, video e hardware, per dare “corpo” al suono. Nessuna risposta precostituita, ma un lasciapassare alle infinite possibili verità che ognuno può incontrare sulla propria strada quando si parla di musica. Sono queste le premesse da cui non hanno voluto prescindere i mentor dei labs, Giulio Di Donna e Luigi Ferrara di Campania Elektronenklang e Freakout Magazine.

“In una sola mattina abbiamo registrato 18 sessions – spiegano i mentor – tutti brani eseguiti live da ragazzi di 12 anni che andranno a comporre un album. Le tracce saranno inserite in una compilation scaricabile dal sito www.giffonihub.com. L’obiettivo è stimolare i giovani ad un ascolto diverso del suono, trasmettendo l’amore per la musica, la sua storia, i processi di cambiamento che negli anni ha affrontato, restituendo del tutto il volto affascinante e unico che questa disciplina rischia di non far trasparire a scuola. Una vera e propria educazione al suono e a tutte le sue declinazioni per formare giovani in grado di riconoscere, apprezzare e, perché no, anche comporre ed interpretare stili musicali innovativi come quello elettronico”.

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