Dream Team a Monterrey – Ecco i progetti dei ragazzi

L’attualità è decisamente protagonista tra i tanti progetti presentati dai ragazzi del neonato Monterrey Dream Team da sviluppare per le industrie creative e culturali con target i bambini non superiori ai 14 anni.

Le potenziali startup che passeranno diversi step e esami di validità prima di essere eventualmente lanciate sul mercato intervengono su esigenze particolarmente avvertite nel mondo dell’infanzia. E tra le proposte emerge in maniera chiara la formazione multidisciplinare che caratterizza i differenti talent delle varie squadre di innovatori formati da Giffoni Hub.

C’è chi pensa alla salute dei più piccoli, proponendo un braccialetto per un fitness didattico: “Bd Bracelet” è un gioco interattivo che immerge in percorsi immaginari, in cui è possibile correre e identificare il nemico “junk food”, il cibo spazzatura. E c’è chi punta sull’allenare la sensibilità alle culture diverse, abilità fondamentali nei contesti contemporanei multietnici e globalizzati. Un esempio è “Box for you”, speciale scatola che un bimbo può riempire di oggetti e curiosità appartenenti alla tradizione del proprio popolo e spedire ad un coetaneo di origini e costumi lontani in uno scambio di caratteristiche identitarie che aiuti a sommare le differenze e accorciare le distanze.

 

 

Non poteva mancare una possibile soluzione al problema del cyber bullismo e della fragile capacità dei giovanissimi di sentirsi al sicuro sui social e imparare a interagire virtualmente con i propri amici in modo sereno e non pericoloso: “Streamers” è un’app e un social che educa le nuove generazioni a vivere consapevolmente i social media garantendo la propria e altrui integrità fisica e morale. Un team ha scelto, invece, di svecchiare la scuola: “Imparare” è il nome di un progetto che punta a recuperare i sette stili di insegnamento scolastico possibili contro il “mono-stile” delle didattiche comuni, in modo da ritagliare su misura delle caratteristiche degli studenti il modello “ideale” di apprendimento.

Contrasta la depressione “Believe by Giffoni” e lo fa letteralmente sul campo, distinguendosi dalle terapie tradizionali che prevedono anche i farmaci per la cura della depressione infantile: avventure motivazionali per bimbi dagli 8 ai 12 anni che attraverso esperienze di gruppo targate Giffoni proveranno a restituire gioia di vivere a chi fatica a riappropriarsene. Ancora sull’alimentazione il divertente “Playte”, un piatto che si illumina e interagisce se il bimbo termina il pasto, mentre “Kidzo” è un’app per smartphone che aiuta i bambini immigrati a integrarsi in paesi stranieri tra giochi linguistici, quiz culturali e chat.

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