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Giffoni Dream Team, la parola chiave è mettersi in gioco!

Chi sono i protagonisti di questa settima edizione di Next Generation? Conosciamoli

 

Giovani ma determinati, ansiosi di confrontarsi con grandi player dell’economia e dell’imprenditoria. Da Potenza, Perugia, dal Piemonte, non importa. L’importante per loro oggi è mettersi in gioco, all’interno dei team Eni, Sammontana e Deloitte. Iniziamo a conoscerli uno ad uno in questo piccolo viaggio tra i protagonisti di questa settima edizione di Next Generation.

Gaia Mauriello – 23 anni dalla provincia di Caserta

Sono venuta a conoscenza di Giffoni Innovation Hub tramite la mia associazione, Global Shapers. Ho voluto farne parte perché penso sia un’occasione per mettersi in gioco. L’aspetto progettuale ti aiuta a crescere, che è il mio obiettivo. Affrontare sfide, trovare nuovi stimoli, capire dove posso arrivare. Tra i tre progetti proposti ho scelto quello dove potevo uscire dalla mia zona di comfort ma dove, paradossalmente, avevo più voglia di fare e ciò mi rende molto felice.

L’aria di Giffoni si percepisce sin dal primo giorno. Appena arrivati i nostri project manager ci hanno detto di essere produttivi ma di non dimenticare di divertirci, di sentirci liberi. Essere leggeri, che non significa essere superficiali.

Gaia Migliaccio – 22 anni – Potenza

Frequento il mondo Giffoni da quando sono piccola. È il primo anno in cui ho deciso di approfondire cos’è il Dream Team di Giffoni Innovation Hub per mettere alla prova tutto quello che ho studiato in questi anni. Grazie proprio al Festival infatti, anni fa scelsi un percorso di studi indirizzato al cinema e i nuovi media. Non solo da un punto di vista culturale ma anche personale, analizzando aspetti che vanno oltre l’arte in sé. Penso che sia fondamentale anche l’aspetto imprenditoriale del settore e penso che questo sia il posto giusto dove imparare.

Il primo giorno ho provato un’emozione molto forte nel poter mettere in pratica ciò che ho studiato attraverso il festival che mi ha fatto comprendere, anni fa, cosa avrei voluto studiare. Il mio ricordo del festival è sempre legato all’energia che questo luogo sprigiona. Ogni anno, nonostante il Covid, ho sentito la stessa sensazione, con dei ragazzi che conosco da soli due giorni ma col quale si respira la stessa aria.

Fabio Fontana – 22 anni – Torino 

Il cinema è la mia passione. Gestisco un cineforum a Settimo Torinese, la mia città. Proiettiamo film a noi cari sin dal 2019 e ogni tanto, oltre ai tanti dibattiti, ci piace anche girare qualcosa. Abbiamo partecipato anche a dei festival e siamo stati orgogliosi anche di vincerne uno, il Civitavecchia Film Festival.

Giffoni è un ambiente molto stimolante, con idee e background diversi. Quando ho indossato la maglietta ho pensato che finalmente questa avventura stava iniziando. Felicità, gioia, ma anche il pensiero che sarà una sfida importante con grandi player come Eni, che è il team al quale appartengo.

Ho giocato 12 anni a rugby. Ho imparato dell’importanza del team con lo sport e oggi, qui a Giffoni sto riscoprendo lo stesso valore. Il gruppo è importantissimo. Nel rugby 15 persone ne affrontano altre 15, tutte con un proprio ruolo, ricoperto in base a delle caratteristiche personali. Tutti difendono, tutti attaccano. Qui a Giffoni con l’Hub è lo stesso. Ognuno ricopre un ruolo ben definito ma si gioca e si vince in gruppo, col team.

Giulio D’Andrea – 26 anni – Perugia 

Ho studiato economia e management internazionale. Sono qui perché mi reputo un creativo e sono qui con il Giffoni Dream Team perché volevo lavorare con brand importanti come Sammontana, Deloitte ed Eni e creare per loro dei prodotti creativi.

Il digitale per me è fondamentale. Basti pensare che ho scelto di candidarmi per il Giffoni Dream Team dopo aver trovato una loro inserzione in rete.

Se dovessi raccontare la mia esperienza a Giffoni di sicuro partirei dal raccontare storie diverse di ragazzi di età diverse. Mettere a confronto i più piccoli con i più grandi. Penso a mia nipote di 11 anni che qualche giorno fa mi raccontava della sua esperienza qui a Giffoni, in giuria. Era molto triste per non esser potuta venire quest’anno ma mi ha fatto capire quanto è importante questo festival per le giovani generazioni che abbiamo qualcosa da dire a livello creativo. Lo stesso vale per noi di Giffoni Innovation Hub penso.

Viktoriya Stadnyk – 24 anni – Napoli

Ho appena terminato il mio percorso di formazione alla Federico II in ambito Digital Marketing, anche se derivo da una laurea in Biologia Molecolare. Ho scelto Giffoni perché mi permette di aggiungere un’esperienza forte in ambito di comunicazione che mi dà la possibilità anche di reindirizzare la mia carriera.

Sin dai primi giorni, nei brief iniziali, ho capito che si sarebbe trattata di un’esperienza forte, con un grande lavoro di networking. Dei confronti unici che solo Giffoni Innovation Hub permette. Fino a poco tempo fa pensavo che queste realtà come Eni, Deloitte o Sammontana fossero davvero distanti da me. Venendo qui a Giffoni invece ho capito che quando si è intraprendenti e si ha determinazione e con l’aiuto dell’Hub, questa distanza diventa facilmente colmabile. Uno degli aspetti più interessanti è stato parlare con i vari responsabili stampa e marketing e analizzare, nel dettaglio, le strutture di realtà decisamente rilevanti sul mercato attuale e fare un confronto con le piccole realtà, ad esempio, col quale mi ero rapportata fino a ieri.

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