Giffoni e Tinkidoo tra le eccellenze campane alla Maker Faire di Roma

Educazione digitale e Smart Toys: dal 16 al 18 ottobre, all’Università La Sapienza, saranno presentati i due prototipi realizzati dalla startup napoletana grazie al Giffoni Dream Team

Arte, trasporti, cucina, arredamento, didattica e divertimento. Non esiste un settore in cui l’innovazione tecnologica non possa essere applicata. La dimostrazione è la terza edizione di Maker Faire Rome, in programma dal 16 al 18 ottobre presso gli spazi dell’Università La Sapienza. Si tratta del più grande evento di innovazione europeo, celebrazione annuale del cosiddetto “Maker Movement”: una mostra dedicata a tutta la famiglia dei makers che mette al centro creatività e inventiva nel mondo dell’ICT, della robotica e dell’automazione.

Per la Regione Campania la partecipazione alla manifestazione punta a rafforzare le strutture di ricerca e sviluppo delle imprese regionali ed a individuare nuovi segmenti di mercato riservati a prodotti, sistemi e servizi ad alto contenuto tecnologico. Tra le realtà innovative selezionate da Sviluppo Campania rientra anche Giffoni Innovation Hub, in collaborazione con Tinkidoo, la startup che avvicina i bambini alla tecnologia, all’elettronica, alle scienze e alle arti attraverso l’utilizzo dei giocattoli digitali.

Immaginate di avere 3 anni e di dover rispondere a questa domanda: grazie a cosa si muovono i robot? I bambini rispondono sempre: grazie al telecomando – racconta Sonia China, fondatrice di Tinkidoo – Ecco, l’alfabetizzazione digitale serve a sovvertire questa risposta ed insegnare ai bambini che sono loro a muovere la tecnologia che li circonda”.

GIH durante la tre giorni romana si presenterà ad una platea di creativi, investitori e semplici curiosi, affiancato da Tinkidoo che, già durante la 45esima edizione di Giffoni Experience ha realizzato laboratori per i bambini, dai 3 ai 12 anni, dedicati alle discipline Steam (Scienze, tecnologia, ingegneria, tecnologia, arti). Sempre durante il Festival, grazie alla collaborazione del “Dream Team” con i responsabili del progetto, i giovani designer e maker hanno sviluppato e prototipato i due smart toys Tuwa e Hero, che saranno presentati in occasione della Maker Faire all’interno dello stand di Sviluppo Campania, insieme ad altre eccellenze imprenditoriali digitali.

Il mercato mondiale del digital edutainment e degli smart toys è uno spazio infinito di opportunità per startup, creativi, designer e makers – dichiara Luca Tesauro, Amministratore Delegato di Giffoni Innovation Hub – Supportare e promuovere progetti di grandissimo valore educativo e sociale come Tinkidoo significa per noi dare un contributo concreto allo sviluppo e alla crescita dell’ecosistema dei giovani talenti campani”.

Gli smart toys hanno due caratteristiche vincenti – continua Sonia China – la prima è che hanno tecnologia al loro interno. Consentono quindi ai bambini di interagire: si muovono, parlano, reagiscono a delle azioni ed eseguono dei comandi. Il secondo elemento importante è che hanno un obiettivo educativo. Servono ad avvicinare sin dall’infanzia all’alfabetizzazione digitale, cioè a  tutte quelle materie che all’estero vengono definite discipline Steam. Non solo il coding e la programmazione, ma anche ingegneria, elettronica, scienze, arte. Quell’alfabeto di competenze fondamentali per le professioni di domani. L’obiettivo di questi contenuti didattici è far crescere dei creativi digitali, dei bambini che imparano cosa c’è dietro la tecnologia e la usano come opportunità di adattamento al cambiamento”.

Aprire nuovi scenari grazie ai linguaggi della contemporaneità e all’utilizzo della tecnologia, mettendo chiunque in condizione di dare il proprio contributo al progresso. Questo è il vero concetto dell’open source, della condivisione libera, che abbatte i confini, che riconosce i problemi e li supera, grazie alle idee di tutti. In una sola espressione: Giffoni, un marchio ormai noto per aver saputo leggere nel cinema l’avanguardia di un secolo e che, oggi, non si adagia sugli allori del passato, ma agli asset già consolidati aggiunge lo studio e la pratica dell’alfabetizzazione digitale.

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