Giffoni VR Lab – Mondi Virtuali e Social VR

Negli ultimi quindici anni, parallelamente allo sviluppo dei social network tradizionali come Facebook e Twitter abbiamo visto la nascita di nuove piattaforme sociali legate ad una visione più compiuta della rete, una visione più vicina alla sua vocazione “virtuale”, svincolata dalla bidimensionalità delle pagine web e proiettata all’interno di spazi tridimensionali in cui le persone hanno la possibilità di interagire mediante corpi virtuali detti “avatar”.

La peculiarità dunque di un mondo virtuale è quella di fornire spazi in cui degli avatar interagiscono fra di loro a diversi livelli. Le forme più compiute di queste piattaforme permettono agli avatar di costruire loro stessi gli spazi e gli elementi tridimensionali in cui si muovono rendendoli così veri e propri spazi creativi. La grande differenza fra un social network tradizionale e un mondo virtuale è proprio questa… il mondo virtuale viene in gran parte creato e sviluppato dai suoi utenti attraverso la realizzazione di territori, architetture, oggetti, avatar, abiti e tutti gli elementi che la fantasia può suggerire. Nasce dunque una nuova figura, quella del “Creator” ovvero colui che concorre allo sviluppo della piattaforma mediante le sue creazioni. Chiunque può diventare un creator, chiunque può sviluppare contenuti che diventeranno parte di quella realtà.

Nel corso del primo decennio del nuovo millennio abbiamo visto venire alla luce diversi mondi virtuali, Active Worlds, IMVU, Entropia Universe, Blue Mars, Cloud Party, ma quelli che a nostro avviso hanno rappresentato al meglio le caratteristiche fondamentali di questo fenomeno sono Second Life ed Opensim, piattaforme in cui oltre alla possibilità di creare contenuti è stata introdotta la possibilità di fare economia, ovvero ogni avatar può possedere e spendere denaro “vero”, una valuta interna che può essere comperata e riconvertita in dollari americani. Questo ha permesso a molti creator di abbandonare l’idea della creazione amatoriale e di iniziare a lavorare concretamente alla realizzazione di contenuti facendone un guadagno. Nasce il “Prosumer” produttore e consumatore di contenuti e con esso una “economia di mercato” in cui diverse figure professionali si interscambiano beni e servizi a pagamento. Il PIL prodotto dagli utenti di Second Life si aggira attorno ai seicento milioni di dollari annui.

L’avvento dei visori VR fra il 2014 e il 2016 ha visto anche la nascita di nuovi sistemi di social VR, alcuni creati direttamente dai produttori dei social network tradizionali come Facebook Spaces altri da chi in passato aveva creato i mondi virtuali precedentemente citati come Sansar e High Fidelity, altri ancora realizzati ex novo come VR Chat, AltSpace VR, Sinespace. Tutti questi sistemi sono stati creati per essere fruiti con visori VR come Oculus Rift e HTC Vive permettendo un’esperienza immersiva e un livello di interazione più profondi della tradizionale navigazione desktop (con monitor, tastiera e mouse). Anche in questo caso bisogna fare delle distinzioni, perché, nonostante tutti questi sistemi siano considerabili piattaforme social VR, le loro potenzialità sono notevolmente differenti, per cui mentre Facebook Spaces e Altspace VR possono essere considerate delle chat virtuali, graficamente non eccezionali e che non permettono la creazione di contenuti di alto livello, altre come High Fidelity, Sansar e Sinespace si propongono come una sorta di evoluzione di Second Life con particolarità differenti e con un livello grafico e interattivo eccellente. È grazie all’alta qualità di questi sistemi che gli stessi possono essere considerati piattaforme professionali di Realtà Virtuale in cui è possibile sviluppare spazi, contenuti creativi ed eventi a favore di aziende o realtà che volessero affacciarsi nel mondo della realtà virtuale.

In questo contesto, Giffoni Innovation Hub in collaborazione con VR Cult sta realizzando un laboratorio creativo dedicato allo sviluppo di aree virtuali che possono spaziare da luoghi immaginari a veri e propri edifici con auditorium, uffici, gallerie d’arte, negozi, aree di intrattenimento, completamente fruibili con Visori VR. Dando la così la possibilità a persone che sono fisicamente lontane di partecipare allo stesso evento o incontrarsi in tempo reale. Immaginate di poter partecipare ad una mostra d’arte assieme a persone che si trovano a Sidney o a Londra, poter interagire e parlare con loro mentre passeggiate fra le opere esposte. O ancora di assistere ad un concerto di un artista che sta suonando a New York assieme a persone di tutto il mondo… come se foste tutti presenti nello stesso luogo… allo stesso evento. In un contesto del genere, nella creazione di ambienti virtuali nascono e possono nascere figure professionali mai pensate sinora, modellatori 3D orientati alla realizzazione di scenografie e architetture per la social VR, programmatori, organizzatori di eventi, creatori di avatar, insegnanti virtuali per sessioni di e-learning, registi e videomaker specializzati in produzioni in social VR.

Il Giffoni VR Lab può dunque essere considerato un laboratorio unico nel suo genere, perché pensato attraverso concezioni e strumenti all’avanguardia che vedranno un forte sviluppo nei prossimi anni ma che già da ora permettono di pensare ad un futuro in cui il mondo del lavoro si orienterà sempre di più verso la produzione di contenuti creativi e la nascita di nuove figure professionali ad essi legati.

 

Dario Buratti
Virtual Reality Architect and Designer

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