Giovani, green e creativi: ecco a voi Blowhammer, i creatori delle maglie del Dream Team

Nasce dal mix tra la qualità e la tecnologia italiana mescolate alla cultura messicana la nuova maglietta che i giovani del Dream Team di Giffoni Innovation Hub hanno indossato in questi nove giorni di Next Generation. Un design affidato ai ragazzi di Villaggio Creativo e alla creative agency messicana Ochenta-Noventa, nata nemmeno a dirlo dall’estro di due ex dreamers, Samantha Turrubiate Arreola e Jessica Esmerarla Araiza Castelan in collaborazione anche con Claudio Formicola, Dream Team Coach e docente presso il Tecnològico de Monterrey, in Messico. Produzione tutta italiana invece grazie al team di Blowhammer, azienda giovanissima, impegnata nel settore dell’abbigliamento di tendenza che riesce a combinare le ultime tecnologie in fatto di Ai e stampa serigrafica con la street art ed ogni forma di digital painting.

I ragazzi del Dream Team con Salvatore Sinigaglia e Giuseppe Celentano di Blowhammer

I ragazzi di Blowhammer sono riusciti in pochissimo tempo a diventare una delle case leader del settore con un fatturato annuo che raggiunge agevolmente i due milioni d’euro. Al secondo anno di collaborazione con Giffoni Innovation Hub, sono stati Salvatore Sinigaglia, Ceo e founder dell’azienda, e Giuseppe Celentano, creative director, a raccontarci l’esperienza di quest’anno. “Con Luca (Tesauro, Ceo e founder di Giffoni Innovation Hub, ndr) ci siamo visti varie volte ed in ogni incontro abbiamo scambiato idee, contatti, progetti da portare avanti, in un clima davvero costruttivo – ha raccontato Salvatore Ci piace tanto il percorso dell’Hub e cerchiamo di supportarlo quanto più possibile. Essere sempre al passo coi tempi, da un punto di vista sia creativo che tecnologico per noi è fondamentale“. “Siamo un team molto giovane, composto da circa 30 ragazzi con un’età media di 26 anni – ha raccontato invece Giuseppe – e il clima sereno, la sintonia che si è creata, ci aiuta ogni giorno anche in quei momenti in cui serve una maggiore concentrazione. Non manca il tempo per il relax. Lavoriamo in un open space di circa 1400 mq. che ci permette di avere delle aree adibite all’incontro, al brainstorming ma anche allo svago, magari con qualche partita a carambola, un bel caffè o perché no, un giro sullo skateboard. Serve anche questo in un’azienda che voglia ottimizzare i tempi di produzione”.

Startup in costante movimento, diversi sono i progetti in cantiere, le linee d’abbigliamento a tema e le espansioni: “Rinfreschiamo costantemente il nostro catalogo – continua Salvatore – Cerchiamo di dare vita breve ad ogni linea, dando valore all’esclusività del prodotto. Piccole produzioni, con un tema ben definito e con uno stile particolare che ci distingua, affidato ogni volta ad un artista diverso, che sia un fotografo, un disegnatore o un videomaker: questo è il mood di Blowhammer, che punta molto al digital imaging. Di sicuro non siamo un brand che segue la moda, né che disegna capi d’abbigliamento classici. Il nostro cliente tipo è una persona che abbia voglia di esprimere sempre qualcosa di diverso. In questo momento ci stiamo concentrando sugli accessori, in modo da completare gli outfit, mentre non è da escludere anche una linea femminile. Tante volte ci è capitato che ci contattino ragazze per chiedere i modelli per donna, mentre proprio le ragazze spesso acquistano capi non prettamente maschili ma tendenti all’unisex”.

Una delle parole d’ordine del team di casa a Nola, in provincia di Napoli, è il rispetto per l’ambiente. “Siamo sempre molto attenti al tema ambientale – conclude Sinigaglia – Ogni macchinario, ogni processo, ogni azione che compiamo è sempre indirizzata verso l’eco-sostenibilità. Ci sono delle regole da rispettare ma soprattutto pensiamo che sia possibile,soprattutto con l’avvento dell’industria 4.0, produrre e rispettare l’ambiente. Lo possono fare le piccole aziende come la nostra ma anche colossi come Adidas, con i loro progetti di recupero rifiuti dagli oceani ed eco-compatibilità, hanno dimostrato che fare industria in maniera sostenibile è possibile”.

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