Guido Zaccarelli ai dreamers: “Il futuro è nella conoscenza condivisa”

Guidati dal docente e saggista i ragazzi del Dream Team hanno esplorato il proprio talento emotivo

 

Mentor e ispiratore. Guido Zaccarelli illumina il percorso dei giovani del Dream Team durante la sua grintosa e attesa mentorship. All’interno dello spazio coworking, il professor Zaccarelli, docente di informatica, giornalista del Resto del Carlino, saggista ed esperto di comunicazione dell’innovazione ha parlato ai ragazzi di talento emotivo e di conoscenza condivisa. “Il talento emotivo rappresenta la virtù di ogni singola persona, la forza grazie al quale è possibile raggiungere insieme gli obiettivi”, ha detto il professore, che tra un momento di confronto con i ragazzi e l’ascoltare le loro storie, ha chiesto loro il tipo di percorso fatto finora e il lavoro all’interno dell’evento del Giffoni Innovation Hub. “Quando si parla con i ragazzi – racconta Zaccarelli – si impara sempre qualcosa di nuovo. È un po’ come proiettarsi nel futuro. Un atteggiamento che è fondamentale e che dovremmo avere un po’ tutti”.
Questo in un contesto, quello disegnato da Zaccarelli ai ragazzi in sala, che individua nel talento come qualcosa che definisce l’identità personale. “Cosa è per voi il successo? – ha chiesto al DreamTeam – Il successo non è la notorietà. È l’unità di misura, metrica, che io assegno al realizzare qualcosa per me. Per la società”.

Una società che però ha bisogno di un cambiamento. “Eppure, cambiare la cultura aziendale non è certo una cosa facile. Non facile ma necessaria. Quanto costa all’azienda fare senza pensare? E soprattutto quanto è difficile distaccarsi dalla parola d’ordine di una vita. Numeri. Numeri. Numeri. Invece i ragazzi dovrebbero incontrare un mondo aziendale pronto ad apprezzare il loro talento ed accompagnarli a dare il meglio di sé. E sembrerà strano ma a guadagnarne saranno anche le aziende”.

In questo senso si inserisce, tra l’altro, “Dalla Piramide al Cerchio”, progetto digitale dello stesso Zaccarelli nato per valorizzare i talenti e allo stesso tempo le realtà che valorizzano le persone. Perché piramide e perché cerchio? “L’idea alla base è che le aziende passino da una struttura mentale prettamente piramidale a una in cui la competitività si misuri sulla capacità di condividere la conoscenza in forma circolare. Un po’ come Giffoni e come il Giffoni Innovation Hub sta facendo in generale nel suo lavoro e in particolare con il Dream Team durante i giorni di Next Generation. Ecco d’altronde, cos’è un DreamTeam se non una squadra che riunisce i migliori talenti? Talenti innovativi, variegati e i cui occhi guardano al futuro”.

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