Il mondo della finanza incontra l’Innovation Hub

“Dall’anno prossimo sostituiremo Giffoni Experience con Giffoni Opportunity. Il nostro obiettivo è lanciare un messaggio chiaro: a Giffoni non si trova solo il festival, ma anche cultura digitale e innovazione. In questi anni abbiamo continuamente scommesso su questo territorio, protagonista in prima persona delle nostre attività prossime. Adesso però è il momento dei contenuti e delle programmazioni che vadano oltre gli eventi culturali fini a se stessi. Per questo chiediamo alle aziende italiane di non lasciarci soli e di scendere al nostro fianco, contribuendo alla prosecuzione di questo cammino e segnando l’inizio di una nuova era”. Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Experience, ha le idee ben chiare: la Multimedia valley è un contenitore che va riempito con le energie che in questi anni hanno animato il festival. Sulla scia di quanto detto da Gubitosi, prosegue Luca Tesauro, ceo e founder dell’Innovation Hub. “Fare impresa con il mondo e con il marchio del Giffoni Experience è possibile, ma ora è arrivato il momento di fare rete. Giffoni Innovation Hub vuole essere proprio questo, l’occasione giusta per creare sistema e lavorare per i giovani e con i giovani”. L’ad di GIH apre così la round table su investimenti ed innovazione che ha messo intorno allo stesso tavolo imprenditori, business angel, mondo del credito, della finanza ed università. Proprio sui giovani e sulla ricerca fa leva l’intervento di Carlo Palmieri, amministratore delegato di Pianoforte Holding. “Qualsiasi grande azienda dovrebbe accompagnare il percorso delle startup, nessuna esclusa. Nella nostra azienda l’età media della forza lavoro è di 25 anni, siamo pronti a guardare all’evoluzione dei mercati e all’innovazione. Con la Federico II di Napoli e con la formazione di 40 giovani ingegneri, come azienda capofila, abbiamo realizzato  un progetto innovativo di valige che adesso le altre aziende stanno tentando di replicare”. Innovazione in tutte le sue sfaccettature che gira intorno al marchio Giffoni. Riflettori puntati sulla digital economy, riflettori puntati sull’intrattenimento educativo. “Giffoni Innovation Hub è sulla strada giusta, siamo pronti a rafforzare la nostra sinergia con voi”, spiega Abdulla Jassim Al-Mosallam, business advisor Doha Film Institute. “Siamo in un’era fortemente digitale e questo percorso è estremamente virtuoso”. Giffoni Innovation Hub è anche una storia da replicare, un progetto virtuoso, perché “educa” i giovani a fare impresa, a mettersi in gioco, seguendo così l’auspicio di Marco Leonetti di Sviluppo Campania, la società della Regione che sostiene la creazione di nuove aziende. “La vera novità – dice – è proprio questa: scardinare la vecchia mentalità, andare oltre il vecchio concetto del fondo perduto e puntare sul finanziamento. I giovani, specie in Campania, devono capire che il futuro è in mano a loro”. Anche gli investitori, ormai, prendono in considerazione più economie. E per questo motivo Giffoni è una grande opportunità ed è qualcosa che appartiene a tutta la Campania, a tutto il Sud”, afferma Carla D’Alessio presidente della Lux Finance. “Rappresento – continua – un’azienda londinese. E se gli inglesi investono in Italia, qualche motivo ci sarà”. L’atavico problema dell’accesso al credito per le aziende lo è ancora di più per le startup. Ma si potrebbe bypassare con strumenti alternativi, come il factoring, illustrato nei dettagli da Antonio Izzo, ceo Ifir Finanziaria Spa. “Fino ad oggi – sottolinea – si pensava che potesse essere utile solo per numeri grossi. Noi, invece, siamo pronti a finanziare anche i piccoli. Realtà piccole, come la nostra, per piccoli imprenditori”. E sulle realtà locali interviene anche Antonio Lucidi, amministratore della If Consulting: “Abbiamo avviato una serie di progetti nel rione Sanità di Napoli insieme ad associazioni del quartiere che da anni sono impegnate per questa zona di Napoli. Il nostro obiettivo è attuare un intervento sociale che parta dai giovani e recuperi le bellezze locali e i siti abbandonati, trasformandole in opportunità. E secondo questa logica abbiamo deciso di istituire una Fondazione, chiamata “San Gennaro”, in cui sono coinvolte anche imprese e fondazioni del nord, che hanno deciso di investire sul futuro del rione Sanità”. Una proposta interessante, molto dibattuta nella round table, la lancia Roberto Parente, direttore di Lisa Lab dell’Università di Salerno. “Serve una sorta di villaggio, un luogo fisico, dove far germogliare tutto il potenziale di idee che sta contagiando la Campania”. Anche su sollecitazione dell’ottimo moderatore, ovvero Francesco Serravalle del Premio Best Practices per l’Innovazione di Confindustria Salerno, Jassim Al-Mosallam lancia una provocazione agli istituti di credito. “Se le banche dessero un 1 per cento della loro raccolta alle startup e all’innovazione, si creerebbero delle meraviglie”. Che il vento stia cambiando, lo conferma anche Giovanni De Caro di TechHub. “Si pensi che Intesa Sanpaolo ha creato un’area di governo dedicata proprio all’innovazione. Anche la Regione Campania si sta aprendo al mondo delle startup, la  creazione di un assessorato ad hoc è significativa”. Il villaggio delle startup e dell’innovazione ipotizzato da Parente dell’Unisa e “richiesto” da tutti i partecipanti al tavolo, nei fatti è proprio il Giffoni Innovation Hub. Durante l’incontro Pierluigi Vasquez, business angel, evidenzia come importante sia concentrare l’attenzione anche sulla capacità di commercializzazione delle aziende. “Bisogna valutare il processo produttivo aziendale a 360 gradi e quindi non tralasciare la capacità delle imprese di stare sul mercato”. Imprese che, come sottolinea Valentino Villecco, ad di Formamentis, “hanno bisogno di un supporto costante di realtà come l’Innovation Hub per trasformare le idee in progetti efficaci”. A tirare le fila del dibattito ci pensa Roberto Esposito, ceo & founder di DeRev. “Il nostro è un villaggio che si espande alla Campania ed a tutto il Mezzogiorno, vogliamo essere al fianco di tutti gli innovatori delle nuove aziende”, conferma Esposito che è anche co-founder & Strategist di Giffoni Innovation Hub. “Giffoni può essere come Milano”, rilancia Tesauro. “Possiamo essere un acceleratore di idee e di aziende, un punto di riferimento mondiale ed europeo per l’innovazione. Siamo all’avanguardia nel campo dell’educazione digitale ed anche dei giocattoli digitali. Basti pensare che in dieci giorni abbiamo prototipato due giocattoli digitali. Siamo in grado di fare impresa, di creare impresa ed economia”.

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