Ragazzi, provateci!

RAGAZZI

Abbiamo vissuto una bellissima esperienza sia umana che di apprendimento nei dieci giorni trascorsi. E’ palpabile la gioia in tutti voi. Adesso però dobbiamo evitare che il nemico ce la porti via. Quel nemico ha vari nomi: sfiducia nel sistema, rassegnazione, autosufficienza.

Ma io sostengo sempre che tutti sono sotto un unico grande generale nemico: scarsa fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità di cambiare le cose.

Oggi raccogliendo i vostri commenti sparsi qua e là riesco a sentire lo smarrimento, la tristezza e la paura che questo sia stato solo un bellissimo episodio. Ma io mi soffermo invece su un altro sentimento che noto dentro di voi: il desiderio. Il desiderio di costruire una propria vita lavorativa dove quello che avete vissuto per dieci giorni sia invece la vostra vita di tutti i giorni.

Lavorare in un posto come la Ramiera, dove ti giri intorno e capti energia, dove lavori a un bozzetto con un collega messicano come Sergio, dove Alex ti fa sentire l’anteprima del sasso che parla con la voce di Orazio o Sabatino, dove c’è uno che quando dice “Piacere sono Mario Cimmino” ti fa sentire tranquillo che hai un buon sales a bordo o dove ci sono un paio di simpatici ragazzi che vengono dalla Spagna e ti rode che uno tifi Barcellona. E potrei continuare con tutti voi a raccontare…

Dove per tirare fuori un concetto chiave, lavori in team ad attaccare post-it ad una parete o finestra libera per un pomeriggio intero e percepisci che non stai perdendo tempo. Dove la notte vai a dormire sapendo che una stampante 3D sta lavorando per trasformare la tua idea in qualcosa di reale che potrai toccare e magari riderne con i colleghi. Dove capita che arrivino persone del calibro di Cisco, Asus e ti sembra che siano loro a invidiare te per le cose che fai.

RAGAZZI PROVATECI

Ragazzi provateci. Basta crederci e iniziare a lavorarci. Oggi nel mondo io seguo la storia di tantissime startup o aziende che nascono in “startup mode” e la loro vita lavorativa è proprio come voi avete avuto l’occasione di vivere in questi dieci giorni. Ci sono aziende come Spotify che hanno uffici “fighissimi”. Ce ne sono altre come i ragazzi di Buffer che non ne hanno affatto e ottengono cose straordinarie lavorando interamente in team distribuito da remoto in 55 persone da tutto il mondo, lavorando da Perth a Sanfrancisco. Tutti hanno

iniziato semplicemente con un’ idea e un team. E sapete cosa? La loro età media è 22-29 anni.

Certo ci sono sfide da raccogliere e armi da procurarsi.

  • Formazione
  • Passione
  • Idee
  • Umiltà
  • Visione
  • Interattività
  • Movimento
  • Adattamento
  • Perseveranza
  • Trasparenza

Go out of your comfort zone!

Iniziate ad approfondire tutto ciò che avete iniziato ad utilizzare in questi dieci giorni.

Tirate fuori la vostra idea dal cassetto e iniziate guardarla con spirito nuovo.

Unite teoria e pratica: perché la prima è indispensabile ma la seconda è fondamentale.

E soprattutto non abbiate paura di cadere o di fallire perché fa parte del percorso.

Magari molti di voi riusciranno ad entrare grazie a queste competenze in aziende come quelle che vi ho descritto sopra, magari altri continueranno a lavorare con uno dei tre validissimi progetti di Tinkidoo e Playforinclusion, ma da quello che ho visto nei giorni scorsi, oggi io sono certo che tra voi ci saranno una o più persone che riusciranno a creare la propria “Ramiera” intorno alla propria idea, magari tirandosi dentro anche qualcun altro dei

ragazzi di questa esperienza e a far si che questo non sia stato solo più soltanto un evento di dieci giorni ma l’inizio di una bellissima storia.

RAGAZZI PROVATECI. SI PUO FARE.

Un abbraccio,

Alex.

Di Alessandro Avagliano (Mentor Giffoni Dream Team).

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